Il trekking è da secoli una delle maggiori attrazioni di Agerola, i sentieri, sospesi tra cielo e mare, sono stati e sono ancora meta ambita di un numero sempre maggiore di escursionisti che, in brevissimo tempo, possono spaziare dai lussureggianti sentieri dei Monti Lattari alle limpide acque del mare di Amalfi.
Agerola situata al centro dei Monti Lattari, è uno dei luoghi più adatti alla pratica dell'escursionismo: dal paese ci si raccorda facilmente con una serie di sentieri che attraversano tutta la catena dei Monti Lattari da Punta Campanella da un lato e la Badia di Cava dei Tirreni dall'altro.
Agerola offre dunque tipologie di paesaggio molto diversificate, si va da profondi valloni incisi dai torrenti alle alte pareti rocciose da scalare fino a 1400 m, boschi sterminati di castagno, eremi medievali inaccessibili, affacci a strapiombo sul mare della costiera amalfitana, con la possibilità di raggiungerne le acque nei pressi di Amalfi, Conca, Furore, Praiano e Positano.
   
     
     
Il Sentiero degli Dei   consulta mappa
 
Il nome di questo itinerario annuncia meraviglie e i luoghi attraversati mantengono la promessa.
Questa passeggiata si svolge su un percorso da secoli utilizzato dalle popolazioni locali come via di comunicazione. Prima dell’apertura della carrozzabile tra Agerola e Amalfi, sentieri e mulattiere erano le uniche vie di comunicazione tra i centri abitati di queste aspre montagne.
  Il Sentiero degli Dei
 
I tracciati erano battuti da contadini con i loro muli carichi di attrezzature agricole e prodotti della terra, ma anche da operai intenti a trasportare materiali da costruzione e così via.
Il Sentiero degli Dei è probabilmente il più noto tra i percorsi del parco e la sua fama è assolutamente meritata, in quanto in un solo itinerario sono contenute valenze storico-architettoniche e naturalistiche, dalla geologia alla botanica.
Partendo da Bomerano si raggiunge Positano attraversando una incredibile successione di pareti e grotte, terrazzamenti coltivati e ruderi di antiche abitazioni, tratti boscosi e belvedere sospesi sulla costa. Gli incontri che si fanno su questo percorso sono quasi esclusivamente con altri escursionisti, per lo più stranieri. Ma capita ancora di incrociare il contadino che, con il mulo carico di frutta o attrezzi, torna o va verso il suo minuscolo orto faticosamente strappato alla pendenza del versante.
Il percorso è molto ampio e curato, sempre ben marcato con segnavia e cartelli e il bassissimo dislivello fa sì che chiunque possa godere a pieno di uno dei luoghi più belli del parco. Solo il tratto finale, la discesa da Nocelle a Positano, richiede un minimo di cautela, in quanto i 1700 gradini vanno affrontati con calma per non avere poi fastidi muscolari o vesciche.
 
Il Sentiero degli Dei   Descrizione dell’itinerario
Il sentiero parte dalla Piazza Paolo Capasso di Bomerano, piccola frazione di Agerola. Chi arriva in macchina può parcheggiare liberamente circa 100 metri oltre la piazza principale. Un cartello nei pressi della chiesa di San Matteo fornisce indicazioni storico-culturali sul sentiero e indica chiaramente la direzione da seguire.
Da qui in poi l’evidenza del tracciato e la presenza di segnalazioni rendono impossibile sbagliare. Inoltre ci sono indicazioni chilometriche che scandiscono la distanza a intervalli di 100 metri.
Un viottolo in discesa conduce in pochi minuti a un ponte in legno; seguono alcuni scalini in salita e poi un breve tratto asfaltato alla base di una parete.
Il panorama sulla sinistra si fa improvvisamente ampio, con vista sul mare e sui terrazzamenti coltivati che stanno aggrappati a diverse altezze. Ancora qualche centinaio di metri in discesa, protetti da parapetto metallico, conducono alla Grotta Biscotto (588 m), dove c’è una sorgente di acqua potabile.
La grotta è il relitto di una cavità carsica parzialmente colma di depositi vulcanici, nei quali si riconoscono le evidenze (faglie) dei movimenti tettonici più recenti. Qui il sentiero si raccorda con il tracciato (sentiero CAI n. 27) proveniente da Furore (inizio al km 10 della strada statale n. 366).
 
Il Sentiero degli Dei
Si continua sempre in direzione Positano/Nocelle e, dopo un breve tratto in piano, si passa alla base di una guglia calcarea alla cui cima una lapide ricorda Ettore Padano, alpinista del CAI di Napoli che avviò molti giovani alla pratica dell’arrampicata.
Alcuni gradini salgono a un bivio: a destra si può seguire una variante alta, ma il nostro itinerario segue a sinistra l’indicazione Positano/Praiano/Nocelle.
In corrispondenza di Colle la Serra (578 m) ulteriori gradini, stavolta in discesa, conducono a un altro bivio: a sinistra inizia il sentiero n. 19 che in circa 1 ora e 30 minuti conduce a Vettica Maggiore e Praiano; a destra prosegue il tracciato n. 27 per Nocelle e Positano. In questo punto sorgono alcune case, occasionalmente abitate, ma raggiungibili soltanto a piedi o a dorso di mulo. Stupenda la vista su Vettica Maggiore.
In corrispondenza della chilometrica 1300 si imbocca una diramazione in salita sulla destra. Il sentiero si fa molto esposto per oltre 1 km ed è consigliabile prestare attenzione, soprattutto se si è in compagnia di bambini.
In località Cannati alcuni tavolini si prestano per una sosta panoramica. Dopo un tratto alla base di un’alta parete in cui si aprono piccole grotte, il sentiero si inerpica tra le rocce, ma evidenti frecce rosse agevolano il cammino. Poco più avanti si ricongiunge con la variante alta incontrata poco prima di Colle la Serra. Dopo la chilometrica 2400 il sentiero continua per boschetti di leccio che dispensano un’ombra certamente gradita. Si superano un paio di valloni molto incisi, dove parapetti in legno proteggono il sentiero, lasciando tuttavia senza protezione i tratti più esposti.
   
Il Sentiero degli Dei
Alla chilometrica 4500 si giunge alla frazione Nocelle, dove si può sostare in un paio di B&B e ci si può riposare all’ombra di una piccola nicchia in muratura, con tanto di fontana potabile.
Qui il tracciato si innesta sul sentiero n. 31: si può proseguire a destra per Montepertuso e poi (sentiero n. 31A) raggiungere Positano; oppure a sinistra, scendendo il primo dei 1700 gradini che in circa 1 ora e 420 metri di dislivello conducono ad Arienzo, sulla statale 163 Amalfitana. Qui si può proseguire a piedi (10 minuti) fino a Positano oppure prendere un autobus della Sita per fare ritorno a Bomerano, via Amalfi. tra i più economici.

Altro itinerario chiamato “Sentiero degli Dei” è il percorso CAI n. 02, variante dell’Alta Via dei Lattari: dalla Crocella (1.002 m), passando per Capo Muro (1.072 m), si raccorda all’Alta Via in corrispondenza della Caserma Forestale (767 m). In certi casi questo viene chiamato sentiero alto, mentre quello sopra descritto è noto come sentiero basso. Si è ritenuto di suggerire il tracciato basso in quanto più spettacolare e accessibile a tutti.
Sebbene l’itinerario sia sempre facile e senza possibilità di errore, in alcuni punti è esposto e privo di protezione: è vivamente consigliato vigilare su eventuali bambini al seguito, eventualmente tenendoli per mano nei tratti più pericolosi. La sorgente (Grotta Biscotto) è all’inizio del percorso, per cui è consigliabile dotarsi di una borraccia capiente, specie nelle giornate calde. La fontana di Nocelle è provvidenziale per rinfrescarsi prima di affrontare la lunga discesa.

 

Informazioni pratiche

  • Lunghezza: 10,16 chilometri
  • Difficoltà: E (facile, con tratti esposti).
  • Dislivello: 638 metri complessivi (220 m circa da Bomerano a Nocelle, 420 m circa da Nocelle a Positano).
  • Tempi di percorrenza: 4 ore.
  • Attrezzatura richiesta: scarpe da montagna, berretto e crema solare, zainetto da giornata, acqua

Come arrivare

  • In auto: dalla statale n. 163 Amalfitana si raggiunge Vettica Minore e da qui si imbocca la strada che, in salita a tornanti, conduce a Bomerano (11 km); dal versante nord si raggiunge Castellammare di Stabia e da qui si seguono le indicazioni per Gragnano/Agerola (circa 15 km).
  • Coi mezzi pubblici: frequenti autobus Sita raggiungono Agerola/Bomerano partendo da Amalfi e da Castellammare di Stabia o Napoli.

 

• orari autobus SITA •

 

 

La Valle delle Ferriere e dei Mulini   consulta mappa
 

Questo percorso parte da Pontone, piccola frazione di Scala sovrastata dai ruderi della chiesa di Sant’Eustachio (XII secolo), di cui resta in piedi solo l’abside. Verso valle si erge solitaria e austera la Torre dello Ziro, che domina contemporaneamente Amalfi e Atrani.
L’itinerario consente di percorrere uno degli angoli più incontaminati e solitari del parco.

  Valle delle ferriere
 
Seguendo il corso del torrente Canneto ci si addentra in una valle stretta tra le cime del Monte Campanaro (1.058 m), del Monte Rotondo (1.038 m), del Monte Cervigliano (1.203 m) e del Monte Ciavano (1.036 m), nel settore sudorientale dei Lattari.
Per la sua ricchezza d’acqua, questa valle ha ospitato in passato alcune cartiere e una ferriera. Il metallo proveniva dall’isola d’Elba, sbarcava ad Amalfi e veniva trasportato a dorso di mulo lungo la valle fino alla ferriera, dove avveniva la lavorazione. L’energia era fornita dall’acqua e il calore necessario alla fusione era ottenuto bruciando legna, disponibile in abbondanza.
Prima di lasciare Pontone, il sentiero attraversa i vicoli del centro e passa sotto dei sopportici (archetti sotto le case), dove sono in mostra oggetti domestici d’epoca a ricordare il modo in cui si viveva qui nell’immediato dopoguerra. In pochi metri quadrati stanno stipati scaffali-cantina, ceste per le provviste e per i trasporti, scarpe e abiti appesi al muro, attrezzi da lavoro e da cucina.
L’ambiente della riserva è molto suggestivo, ricco di cascate e arrivi laterali che creano le condizioni ideali per il proliferare di una fauna e una flora ricchissime. Qui si può vedere facilmente la Woodwardia radicans, una specie endemica di felce, e con un pizzico di fortuna ci si può imbattere in piccoli e rari anfibi come il tritone appenninico.
Scendendo verso Amalfi il sentiero costeggia alcune vecchie cartiere ormai abbandonate che preludono alla visita di una cartiera restaurata al centro della cittadina.
 
Valle delle Ferriere   Descrizione dell’itinerario
Il sentiero parte dal borgo di Pontone. Da piazza San Giovanni si dirige subito a nordovest in leggera salita e, attraversando graziosi vicoli, prosegue in discesa tra muri di cinta che delimitano orti e vigneti. Di tanto in tanto una porticina socchiusa consente di gettare lo sguardo negli agrumeti, protetti dai caratteristici pergolati realizzati con lunghe pertiche di castagno. Gli orti terrazzati occupano ogni spazio strappato alla pendenza del versante.
Alla fine del tratto pavimentato ci si immette sul sentiero CAI n. 23 (proveniente da Chiorito, frazione di Amalfi).
L’affaccio sulla sinistra regala una magnifica vista sulla valle e su Amalfi. Sul versante opposto, in alto, si intravedono le case di Pogerola. Più a monte la valle è chiusa tra alte pareti calcaree, traforate da grotte e anfratti. Sullo stesso versante si scorge un tubo che scende dalla montagna, nascosto dalla vegetazione: è la condotta di una vecchia centrale elettrica.
Si giunge poi a una biforcazione: il sentiero di destra risale verso la parte alta della valle, mentre quello a sinistra raggiunge la ferriera dopo essere passato su un ponticello. L’enorme edificio, ormai ridotto a rudere, sormonta la valle con un ampio arco sotto il quale il torrente si getta in una cascata.
L'acqua è l’elemento predominante nella valle: era utilizzata per muovere i macchinari della ferriera (e delle cartiere di Amalfi).
L’acqua veniva convogliata all’impianto mediante un canale, ancora ben visibile, che nell’ultima parte corre su un breve viadotto. In questo punto il sentiero svolta a gomito e si dirige verso valle.
Passando invece sotto il ponte della condotta ci si incammina sulla sponda sinistra del torrente, per poi passare (dopo 5 minuti) dall’altra parte, servendosi di un rudimentale ponte (tronco).
Un breve itinerario in salita consente di guadagnare circa 50 metri di quota, per poi seguire un’altra condotta (quella della centrale elettrica) fino a due chiuse che preludono alla recinzione della Riserva Naturale Statale Valle delle Ferriere.
Qui il torrente riceve diversi affluenti che formano cascate di diverse altezze, nebulizzando l’acqua: l’ambiente è umido e freschissimo anche in piena estate. All’interno della riserva si possono osservare una bella cascata e molti esemplari della felce endemica Woodwardia radicans.
Si fa poi ritorno per la stessa strada alla ferriera, e da qui si imbocca il sentiero CAI n. 25 che, tutto in discesa e sempre in ombra, conduce ad Amalfi in circa 45 minuti.
Lungo la discesa, costeggiando il torrente che forma numerose rapide e piccole cascate, si passa accanto ai ruderi di vecchie cartiere, che hanno reso celebre la carta di Amalfi.
Poco più avanti il torrente si inforra e scorre circa 20 metri più in basso rispetto al sentiero. Segue un tratto pietroso, poi inizia la strada lastricata che, tra muretti e agrumeti a perdita d’occhio, annuncia le porte di Amalfi.
Al centro della cittadina, oltre al duomo e al chiostro del Paradiso, si può visitare una vecchia cartiera recentemente restaurata.
   
Valle delle ferriere
 
Valle delle ferriere
 
Valle delle ferriere

La riserva è recintata: per accedervi è indispensabile contattare in anticipo
il Centro Visite del Corpo Forestale dello Stato, a Pontone.

 

Informazioni pratiche

  • Difficoltà: E (facile, per tutti).
  • Dislivello: circa 300 m.
  • Tempi di percorrenza: 4 ore compresa la visita alla riserva.
  • Attrezzatura richiesta: scarpe da montagna, berretto, zainetto da giornata, acqua, una giacca o una felpa per proteggersi dall’umidità e dal fresco della riserva.

 

Come arrivare

  • In auto: dalla statale n. 163 Amalfitana si raggiunge il bivio per Ravello e da qui si sale fino all’incrocio per Pontone di Scala; dal versante nord, percorrendo la A3, si esce ad Angri e in circa 20 km si raggiunge Pontone, passando per Sant’Egidio del Monte Albino, Corbara, Valico di Chiunzi, Ravello.
  • Coi mezzi pubblici: da Salerno gli autobus della Sita raggiungono Amalfi e da qui si può proseguire per Ravello, scegliendo una corsa che vada anche a Pontone o scendendo al bivio di Pontone e da qui proseguendo a piedi per circa 1 km, fino a Piazza San Giovanni.

 

• orari autobus SITA •

 

 

Il Monte Faito e il "Molare"   consulta mappa
 

Chi, avvezzo alle parti più basse dei Monti Lattari, ritiene che queste montagne siano spoglie e assolate, su questo sentiero resterà meravigliato per l’abbondanza di ombra e di frescura, nonché per la comodità dell’itinerario.
La quota rende l’idea dell’Appennino classico, con i faggi secolari e la roccia calcarea sempre affiorante, tanto che per lunghi tratti il sentiero procede direttamente sulle superfici di strato.
Di fianco si aprono ripidi canaloni che scendono a valle, nel fitto dei numerosi boschi.

  Il Monte Faito e il Molare
 

 

Eppure, una volta in cima, la prossimità del mare si fa molto evidente: lo sguardo cade inevitabilmente sulla costa in basso e il contatto tra il blu cobalto del mare col bianco della pietra e col verde dei boschi rende questa passeggiata unica.
Il sentiero è sempre largo e comodo, senza possibilità di errore, anche perché oltre ai segnavia del CAI il tracciato è marcato con grandi frecce a vernice rossa accompagnate dalla lettera “M”. La cima del Pizzo San Michele, meglio nota come Monte Molare per la sua forma caratteristica, offre l’opportunità di scoprire uno dei più ampi paesaggi della Campania. Siamo sulla porzione più elevata del massiccio: da qui si può abbracciare con lo sguardo praticamente l’intero territorio del parco, dalle sue propaggini orientali, che digradano verso la piana dell’agro nocerino-sarnese, fino all’estremità occidentale di Punta Campanella. Nelle giornate limpide si vedono tutti i rilievi della Campania: a nord i monti di Gaeta, il Massico e il Matese; a ovest i Tifatini, il Partenio, i Picentini e il Terminio; a sud gli Alburni e le montagne del Cilento, in fondo al golfo di Salerno. E poi spicca inconfondibile, a due passi, il profilo del Vesuvio. Nel mare si distinguono chiaramente le isole del golfo di Napoli: Ischia, Procida, Capri. Quest’ultima, schiacciata dalla prospettiva, sembra congiungersi con la penisola.

 
Il Monte Faito e il Molare   Descrizione dell’itinerario
Partendo dal centro di Castellammare di Stabia (praticamente al livello del mare) si raggiunge in 8 minuti di funivia la stazione superiore (1.102 m). Da qui si può iniziare la camminata lungo il sentiero CAI n. 36, che si dirige a sudest, sempre in cresta e a quote intorno ai 1.200 metri. Il percorso è agevole e, passando per la cima del Monte Faito (1.131 m), per Vene Falconea (1.207 m) e Porta di Faito (1.222 m) conduce in 2 ore al Santuario di San Michele (1.278 m), in prossimità di un’alta concentrazione di antenne e ripetitori. Il sentiero è sempre evidente e senza possibilità di errore. Quattro tornanti asfaltati in discesa separano il santuario da un piazzale di cava, da cui parte il sentiero CAI n. 50 diretto al Monte Molare.
Chi volesse camminare di meno può raggiungere il piazzale di cava in macchina da Vico Equense, in 20 km di suggestiva strada di montagna, dapprima per tornanti in magnifica vista sul golfo di Napoli e sul Vesuvio poi, superato il Villaggio Faito, in bosco di faggi. Dal piazzale di cava, accanto a un grande basamento rettangolare in cemento, parte una strada (chiusa da sbarra) che corre lungo il versante occidentale della montagna. Il sentiero n. 50 segue invece il versante orientale e inizia sulla sinistra del piazzale, in netta discesa per circa 30 m prima di riprendere a salire. Dal piazzale si intravede solo un segnavia bianco-rosso, mentre qualche metro più avanti, appena dentro il bosco, un cartello indica “Molare-Acqua Santa”.
 
Il Monte Faito e il Molare
 
Il sentiero si raccorda subito con il n. 36, proveniente da nord, ovvero dal santuario di San Michele e dalla stazione della funivia.
La traccia è evidente: la si segue affiancati a un tubo in gomma per poi raggiungere un ampio versante di strato, sul quale si procede comodamente per affacciarsi su un ampio panorama che abbraccia la vallata. Il belvedere è protetto da un parapetto metallico. Da qui il sentiero continua sotto alte pareti fino a raggiungere una suggestiva sorgente, l’Acqua Santa. Qui un grande sgrottamento alla base di una parete offre l’occasione per una sosta e le sorgenti consentono di dissetarsi.
Il sentiero procede in leggera discesa, per poi riprendere a salire dolcemente, sempre largo e comodo. In pochi minuti di cammino si incrocia l’Alta Via dei Lattari (sentiero CAI n. 00): il tracciato a destra si dirige verso il Monte Molare (1.444 m) e Croce della Conocchia (1.266 m), mentre quello a sinistra scende ad Agerola passando per la valle Palmentiello.
Questo itinerario passa alla base delle alte e franose pareti del Monte Catiello (1.326 m) e, in qualche caso, è chiuso perché ritenuto pericoloso. Si procede quindi a destra verso il Molare, per tornanti in salita ma interamente all’ombra dei faggi.
Alla fine della salita e della faggeta ci si ritrova tra rocce, al bivio tra il Conocchia (Alta Via dei Lattari) e il Molare.
Si sale per altri 4-5 metri per affacciarsi sul versante occidentale, in magnifica vista della penisola.
Imboccato il sentiero a sinistra, dopo ulteriori 200 m si raggiunge una sella alla base meridionale del Molare. Infine si guadagna la cima procedendo per un ripido ma evidente sentiero che sale zigzagando tra facili roccette.
   
Il Monte Faito e il Molare
Alla chilometrica 4500 si giunge alla frazione Nocelle, dove si può sostare in un paio di B&B e ci si può riposare all’ombra di una piccola nicchia in muratura, con tanto di fontana potabile.
Qui il tracciato si innesta sul sentiero n. 31: si può proseguire a destra per Montepertuso e poi (sentiero n. 31A) raggiungere Positano; oppure a sinistra, scendendo il primo dei 1700 gradini che in circa 1 ora e 420 metri di dislivello conducono ad Arienzo, sulla statale 163 Amalfitana. Qui si può proseguire a piedi (10 minuti) fino a Positano oppure prendere un autobus della Sita per fare ritorno a Bomerano, via Amalfi. tra i più economici.

In inverno neve e ghiaccio possono rendere impraticabile questo itinerario. In caso di cattivo tempo l’ultima parte del sentiero può essere avvolto da nuvole e nebbia che limitano molto la visibilità. Nell’ultimo tratto e sulla cima del Molare è bene prestare attenzione a eventuali bambini al seguito.

 

Informazioni pratiche

  • Lunghezza: 5,92 chilometri
  • Difficoltà: E (facile, con tratti esposti).
  • Dislivello: 200 m circa dal piazzale di cava; 300 m circa dalla stazione della funivia.
  • Tempi di percorrenza: 2 ore dal piazzale di cava; 6 ore dalla stazione della funivia. Oltre al ritorno.
  • Attrezzatura richiesta: scarpe da montagna, berretto, giacca a vento in caso di vento, zainetto da giornata, acqua.

Come arrivare

  • In auto: si può arrivare a Castellammare di Stabia, prendere la funivia e iniziare l’escursione dalla stazione superiore; oppure, sempre da Castellammare, imboccare la statale n. 145 Sorrentina, uscire a Vico Equense e seguire le indicazioni per Monte Faito, arrivando al Villaggio Faito (16 km) o direttamente al piazzale di cava (ulteriori 4 km).
  • Coi mezzi pubblici: Castellammare di Stabia è facilmente raggiungibile in treno o autobus; da qui si prende la funivia del Faito (chiusa in inverno), che arriva in quota in 8 minuti.

 

• orari FUNIVIA •

 

• orari autobus SITA •

 

 

Punta Campanella e Baia di Ieranto   consulta mappa
 

Sull’estrema propaggine della Penisola Sorrentina, in magnifica vista prima sul golfo di Napoli poi su quello di Salerno, l'itinerario si svolge quasi interamente sull’ultimo tratto dell’Alta Via dei Lattari, tra Nerano e Termini. Inoltre è sempre visibile, a poca distanza, l’isola di Capri coi suoi faraglioni.
Il sentiero raggiunge la Torre della Minerva, affacciata sul mare. A poca distanza sono stati recentemente condotti scavi archeologici che hanno portato alla luce una via lastricata romana, la Via Minerva e resti di una villa.

  Punta Campanella e Baia di Ieranto
 
L’itinerario corre al margine dell’Area Marina Protetta di Punta Campanella, che dal 1997 tutela l’intero tratto di costa compreso tra Vico Equense e Positano.
È un vero paradiso per appassionati di immersioni e di speleologia: tra falesie e fondali, ricchi di grotte e anfratti, abbondano ricci, stelle marine, ascidie, briozoi, spugne e molluschi e pesci di ogni specie sembrano volare sulle praterie sommerse di alghe brune e rosse e di Posidonia oceanica. Per non parlare delle baie, come la cala di Mitigliano e quella di Ieranto.
Quest’ultima, protetta a sua volta da una riserva marina integrale, si può raggiungere da Nerano percorrendo un magnifico sentiero, variante ideale del percorso principale. Si arriva in una magnifica caletta stretta tra impressionanti pareti di calcare, nelle quali si aprono grotte solo parzialmente esplorate.
Questa Baia è frequentata fin da tempi remoti, come dimostrano alcuni scavi che hanno portato alla luce fornaci usate per produrre la calce, oltre a resti di una villa del II secolo d.C.
Si può raggiungere anche la torre antisaracena di Montalto, che sorge in bella posizione e si affaccia contemporaneamente sulla baia e sulla costa di Amalfi, offrendo alla vista gli isolotti di Isca, Vetara e, più in là, il minuscolo arcipelago de Li Galli.
 
Punta Campanella e Baia di Ieranto   Descrizione dell’itinerario
Si parte dal centro di Termini, piccola frazione di Massa Lubrense (NA), punto di arrivo dell’Alta Via dei Lattari.
Qui il sentiero (n. 00) procede dapprima per una stradina asfaltata in discesa poi su uno stradone sterrato alla base del versante settentrionale del Monte San Costanzo.
L’affaccio sulla destra offre da subito un bel panorama sul golfo di Napoli, sul Vesuvio e sulle isole di Ischia e Procida, ben visibili nelle giornate limpide. In questo tratto di sentiero sono numerosi gli accessi alle case coloniche e agli uliveti, ricavati sul versante terrazzato. Poco più avanti, in corrispondenza di una parete verticale, lo stradone si trasforma in vero e proprio sentiero che, sempre comodo, procede tra la ricca macchia mediterranea. Si cammina tra euforbie e ginestre e in circa mezzora si raggiunge la torre della Minerva.
La torre precede il faro, affacciato a quaranta metri d’altezza sulla falesia calcarea, di fronte all’isola di Capri e ai suoi faraglioni. Da qui, attraverso una stretta fenditura nella roccia, si può scendere alla grotta di Minerva, scavata dalle onde nel detrito cementato accumulato alla base della parete. Bellissima la vista sulla vicina Baia di Ieranto.
Se si è paghi o si ha poco tempo a disposizione si può fare ritorno a Termini per la stessa via, ma per godere di un panorama davvero eccezionale conviene proseguire, seguendo sempre i segnavia.
 
Punta Campanella e Baia di Ieranto
 
Il tracciato procede tra le rocce lungo la cresta occidentale del Monte San Costanzo, per raggiungere la cima (497 m), inconfondibile per la presenza di alcune antenne. Buona parte del sentiero corre sul bordo delle impressionanti pareti meridionali della montagna, affacciate sulla Baia di Ieranto.
Giunti in prossimità delle antenne si aggira un ripido canalone che scende fino al mare e si guadagna poco dopo la strada asfaltata. La si segue in direzione nordest, verso la chiesetta di San Costanzo, per poi imboccare sulla sinistra il sentiero n. 46 che in circa un quarto d’ora scende a Termini, tagliando i tornanti della strada e approdando alle prime case del borgo.
Se si vuole visitare anche la magnifica e solitaria Cala di Ieranto, in prossimità della cima di M. San Costanzo occorre proseguire lungo il sentiero n. 00 e raggiungere Nerano.
Da qui, imboccando il sentiero n. 39, si scende alla cala in circa mezzora di buon passo. Questa deviazione vale veramente la pena, in quanto consente di scoprire uno degli angoli più selvaggi della penisola, col suo mare e le alte pareti calcaree sulla destra, e la magnifica vista sul faro di Punta Campanella e, appena oltre, i faraglioni di Capri.
Il ritorno è per la stessa via: sentiero n. 39 fino a Nerano, poi n. 00 fino a M. San Costanzo. Da qui si scende a Termini per il sentiero n. 46.
  Punta Campanella e Baia di Ieranto
 

Il tratto tra Punta Campanella e M. San Costanzo presenta punti esposti, per cui si raccomanda di fare attenzione a eventuali bambini al seguito. Questa parte di sentiero è in salita e priva di ombra, per cui in estate conviene coprirsi la testa e avere una buona scorta d’acqua. Stessa raccomandazione per il sentiero che scende a Cala di Ieranto: è privo di ombra per oltre due terzi, per cui è buona norma evitare le ore centrali del giorno. In alta stagione la minuscola spiaggia al fondo della cala potrebbe affollarsi di bagnanti, trasportati da barche autorizzate a navigare nella baia.

 

Informazioni pratiche

  • Difficoltà: E (facile, con tratti esposti).
  • Dislivello: 300 m in discesa da Termini al faro; 450 m in salita dal faro al M. San Costanzo; 500 m in discesa da M. San Costanzo alla Baia di Ieranto, e successiva salita.
  • Tempi di percorrenza: 2 ore al faro e ritorno; 4 ore passando per M. San Costanzo; 6 ore scendendo anche a Baia di Ieranto.
  • Attrezzatura richiesta: scarpe da montagna, berretto e crema solare, zainetto da giornata,
    buona scorta d’acqua.

Come arrivare

  • In auto: Termini si raggiunge per la statale n. 145 Sorrentina fino a Sorrento, poi seguendo le indicazioni per Massa Lubrense/Termini; dal versante meridionale si percorre tutta la statale n. 163 Amalfitana fino a superare Positano e raggiungere San Pietro, dove si imbocca la SS. 145 per Sant’Agata sui Due Golfi, e da qui si prosegue per Metrano/Termini.
  • Coi mezzi pubblici: da Napoli e in generale da nord si può arrivare a Sorrento coi frequenti treni della Circumvesuviana, e da qui proseguire con autobus di linea Sita; da Salerno e da sud con la Sita.• orari CIRCUMVESUVIANA •

 

 

 

Da Agerola all'altipiano del Monte Cerreto   consulta mappa
 

Monte Cerreto (1316m) è la seconda cima dei Monti Lattari, superata solo dal gruppo di Sant'Angelo a 3 Pizzi culminante in Monte San Michele (1443,6m), meglio conosciuto come Molare.
Il sentiero principale dell'Alta Via dei Monti Lattari passa per il Cerreto nel tratto compreso fra il Valico di Chiunzi e Agerola.
Partendo da Agerola, si attraversano sentieri innevati e agevoli per arrivare fino agli strapiombi della costiera amalfitana, raggiungendo le zone del comune di Scala.

  Punta Campanella e Baia di Ieranto
 
 
Da Agerola all'altipiano del Monte Cerreto   Descrizione dell’itinerario

Questo itinerario di facile percorrenza dura circa 3 ore, parte dalla località Scialli in Agerola, al bivio che da Via Radicosa sale su all'altopiano del Pontichito. Raggiunta quest'ultima località si ci trova in un quadrivio, seguire la strada imemdiatamente a sinistra (l'unica che conduce in salita), da qui proseguire lungo la strada sterrata carrabile, superare il castagneto sulla sinistra e cominciare a salire mantenendo la destra.
Raggiunto un piazzale, lasciare la strada sterrata e prestare attenzione ad una roccia segnata da vernice colore arancio, quindi seguitre la mulattiera fino al "Colle di S.Antonio", seguendo la segnaletica di colore arancio, che conduce fino all' "Imbarrata", luogo di unione con il sentiero CAI 300 (Alata Via).
Qui proseguire dritti, entrando nella strada sterrata carrabile costeggiata dalla rete metallica che delimita della Riserva, percorrendola fino al successivo piazzale, indicante il bivio sulla sinistra per la Sorgente dell'Acqua Fredda, qui prestare attenzione poco più avanti alla tabella segnaletica del CAI riportante le indicazioni per mnt. Cerreto.
Percorrere la salita sulla sinistra seguendo la segnaletica fino a scollinare la montagna che affaccia sul Golfo di Napoli.

 
Da Agerola all'altipiano del Monte Cerreto
 

Proseguire lungo il sentiero CAI prestando attenzione quando si raggiunge un bivio caratterizzato dalla presenza di 2 abitazioni montane, quindi qui prendere la strada che scende sulla destra e proseguire passando per la Casa del Megano e proseguire dritti, girando la montagna fino ad un successivo altopiano che ingannevolemnte porta a seguire la strada verso Gragnano, lasciarla e prestare attenzione nuovamente ai segni di vernice arancio che indicano di svoltare a destra.
Qui individuato il sentiero segnato, cominciare una leggera salita fino a raggiungere un ulteriore altopiano caratterizzato da 2 grossi tronchi orizzontali sul terreno, seguire il sentiero a destram e raggiungere l'ultimo piazzale prima di cominciare la salita a mt. Cerreto.
Imboccare quindi il sentiero a sinistra, sempre segnato dalla segnaetica di colore arancio, e continuare fin quando non si incontra una piccola biforcazione caratterizzata da delle gradinate, che, in discesa portano a Scala, mentre leggermente sulla sinistra, in salita, conducono all'altopiano del Monte Cerreto.

  Da Agerola all'altipiano del Monte Cerreto
 

Per evitare i soliti problemi connessi con le escursioni lineari in mancanza di mezzi di trasporto pubblici, suggeriamo di effettuare l'ascesa a Monte Cerreto da Agerola e ritornare al punto di partenza con la possibilità di variare parte del percorso girando attorno a Monte Cervigliano (1202m).

 

Informazioni pratiche

  • Lunghezza: 9,11 chilometri
  • Difficoltà: E (facile, con tratti esposti).
  • Dislivello: minima 721 metri, massima 1.110 metri
  • Tempi di percorrenza: un'ora 45 minuti
  • Attrezzatura richiesta: scarpe da montagna, berretto e crema solare, zainetto da giornata,
    buona scorta d’acqua.

Come arrivare

  • In auto: dalla statale n. 163 Amalfitana si raggiunge Vettica Minore e da qui si imbocca la strada che, in salita a tornanti, conduce a Bomerano (11 km); dal versante nord si raggiunge Castellammare di Stabia e da qui si seguono le indicazioni per Gragnano/Agerola (circa 15 km).
  • Coi mezzi pubblici: frequenti autobus Sita raggiungono Agerola/Bomerano partendo da Amalfi e da Castellammare di Stabia o Napoli.

• orari autobus SITA •

 

 

 

I Tre Calli   consulta mappa
 

Piacevole “scalata” al Massiccio dei Tre Calli che sormonta la valle Ovest di Agerola. Denominati così i tre cimali che danno vita ad un’evidente dorsale con tre calli che si susseguono in linea.
Il percorso richiede una buona dose di lavoro in salita, ma ripagato certamente dall’incantevole vista che si apprezza raggiunta la quota di 1100 metri. Non solo da Monte Tre Calli, ma da tutto il crinale fino alla sella di Capo Muro si gode di splendidi panorami, particolarmente ampi nelle giornate di buona visibilità.

  I tre Calli
 
 
I tre Calli   Di solito si passa per Capo Muro provenendo da Bomerano via Paipo per andare alla Forestale (attraversando la frana) o dalla sella di Crocella dove passa l'Alta Via dei Monti Lattari (CAI 00). Non volendo affrontare percorsi troppo lunghi si può inserire il crinale Monte Tre Calli - Monte Calabrice - Capo Muro in un breve anello che comunque si presta a numerose varianti.
Bomerano è il logico punto di partenza, ma disponendo di auto propria si può anche partire più in alto, dalla strada di Paipo, in prossimità dei due tornanti (punto panoramico). In questo modo si risparmiano quasi 200m di dislivello e (fra andata e ritorno) quasi 3km per lo più su asfalto e scale (ripide).
Consiglio di salire direttamente a Monte Tre Calli in quanto il ripido pendio (spesso con pietrisco) può risultare scivoloso se percorso in discesa. Il percorso è facilmente individuabile nella prima parte in quanto segue il crinale ed in parte è lastricato (pietre e cemento).
Terminato questo primo tratto molto ripido il sentiero spiana in prossimità di un ovile (938m). Subito dopo diventa di nuovo ripido piegando a destra, ma suggerisco di lasciare il sentiero (su materiale vulcanico non coeso) e continuare a salire su terreno più affidabile lungo il crinale fino in vetta seguendo varie tracce di sentiero.
Dalla cima di Monte Tre Calli, prima di proseguire verso Capo Muro, vale la pena di percorrere qualche centinaio di metri lungo il crinale in direzione opposta (ampi panorami e vista verticale sulla valle della Praia e Colle Serra).
Quindi si va a Capo Muro percorrendo indifferentemente il crinale vero e proprio o il più comodo sentiero che corre più o meno in piano a sud-ovest di esso. Il crinale offre ovviamente vedute più ampie, ma include altre salite (per un totale di circa 100m di dislivello).
Giunti a Capo Muro (1079m) ci si trova sul sentiero S. Maria del Castello, Forestale, (frana), Capo Muro, Bomerano e percorrendo circa 2km verso nord si può raggiungere l'Alta Via dei Monti presso Colle Garofalo.
Da Capo Muro si può scendere direttamente sull strada di Paipo (come mostrato in cartina) o scendere lungo il sentiero che conduce alla forestale per poi piegare a sinistra e, passando per l'inizio del sentiero di Vagnulo (per Nocelle), raggiungere la strada di Paipo. 
   
I tre Calli
 
I tre Calli
 
I tre Calli
     

Informazioni pratiche

  • Lunghezza: 1,53 chilometri
  • Difficoltà: E (facile, con tratti esposti).
  • Dislivello: min. 831 mt, max 1,100 mt
  • Tempi di percorrenza: 1 ora.
  • Attrezzatura richiesta: scarpe da montagna, berretto, giacca a vento in caso di vento, zainetto da giornata, acqua.

Come arrivare

  • In auto: Agerola dista 24 km dall'autostrada A3 Napoli-Pompei-Salerno, con uscita a Castellammare di Stabia. Si prosegue sulla statale 366 per Agerola, fino al bivio di Gragnano.
  • Coi mezzi pubblici: frequenti autobus Sita raggiungono Agerola partendo da Amalfi e da Castellammare di Stabia o Napoli.

 

• orari autobus SITA •

 

 

Agerola - Mostaculo   consulta mappa
 

Partendo da Agerola, con la auto raggiungere Via Cavallo e percorrerla fino al piazzale (vedi mappa), proseguire a piedi in salita lungo la strada larga fino al colle delle “Palombelle” ove è presente la roccia col segnale CAI300 indicante l’Alta Via dei Lattari e la possibilità di deviare per Monte Faito; quindi proseguire dritto e, seguendo la cartografia, superare “Colle S.Angelo”.

  Agerola - Mostaculo
 
 
Agerola - Mostaculo   Per coloro che raggiungono Agerola tramite SITA , scendere alla fermata della uscita Traforo lato Agerola e prendere la strada adiacente al bar Gallery, via Traforo, che incrocia la via principale e subito dopo il bar imboccare la salita sulla sinistra percorrendo la Bretella che conduce a Colle S.Angelo.  
Da qui i due percorsi si uniscono lungo l’Alta Via del Lattari.
Proseguire e incontrato il bivio scegliere la destra (a sinistra il circuito delle 3 fonti), quindi raggiungere l’entrata della Riserva Integrale (Bivio Pontichito) proseguire lungo la sinistra verso “Canali” seguendo la rete.
Da qui la via continua sempre larga e comoda attraversando lo splendido popolamento di fustaie di Castagno della Riserva fino al piccolo piazzale di un bivio che a sinistra conduce per Acqua al Vrecciaro (congiunzione con circuito delle 3 fonti), superare il piazzale e proseguire dritto verso il prossimo bivio che, a sinistra conduce a Santa Maria ai Monti (Scala) e a destra finisce con l’altopiano di Mostaculo.
Prendere quindi  la destra e costeggiando la rete della Riserva si raggiunge la meta.
   
Agerola - Mostaculo
     
Agerola - Mostaculo

Informazioni pratiche

  • Lunghezza: 7,29 chilometri
  • Difficoltà: E (facile, con tratti esposti).
  • Dislivello: salita 261 metri, discesa 62 metri.
  • Tempi di percorrenza: 1 ora e trenta minuti.
  • Attrezzatura richiesta: scarpe da montagna, berretto, giacca a vento in caso di vento, zainetto da giornata, acqua.

Come arrivare

  • In auto: Agerola dista 24 km dall'autostrada A3 Napoli-Pompei-Salerno, con uscita a Castellammare di Stabia. Si prosegue sulla statale 366 per Agerola, fino al bivio di Gragnano.
  • Coi mezzi pubblici: frequenti autobus Sita raggiungono Agerola partendo da Amalfi e da Castellammare di Stabia o Napoli.

 

• orari autobus SITA •

 
             
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